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QUANTO VALIAMO AGLI OCCHI DELL'ESISTENZA?

Prima o poi succede a tutti di trovarsi improvvisamente avvolti dall’amore, quello vero, quello che non è possesso, bisogno, aspettativa, ma solo autentico, puro, amore.

Lo si riconosce perché è un’esperienza totale che coinvolge corpo, mente e spirito con un’intimità struggente che lascia addosso la dolce nostalgia del ricordo di chi eravamo e di chi, dietro le coltri delle cose del mondo, ancora siamo.

Per Tilla quest’incontro è coinciso con uno scontro che, come per gli appuntamenti più importanti, l’ha colta di sorpresa in una limpida serata, mentre si trovava a pochi chilometri da casa, a bordo della propria Mini Cooper rossa.

Tilla sta guidando, la sua testa è affollata di pensieri. D’improvviso la donna si ritrova davanti le ruote enormi di un trattore. Frena, ma non basta. Gira a sinistra per tentare il sorpasso.

Due fari luminosi corrono verso di lei. Sterza a destra, ma lo scontro è inevitabile. Pam! Primo colpo. Crash! Frammenti di vetro la investono. Tilla si tiene stretta al volante con una forza che non sapeva di avere. Ancora Pum! Pam! Crash!

La Mini gira più volte su se stessa. Tilla si sente risucchiata in un vortice. Ha le mani incollate al volante e nelle braccia la forza della vita. Un sussulto e la macchina si appoggia pesantemente a terra. Silenzio. È finita. Forse. Apre la portiera. Esce. È stordita.

 Le sue ginocchia tremano. Non sa bene dove sia. Una voce urla: «Signora, si sposti subito da lì!» La donna è smarrita. Prova a fare qualche passo. Il grido si fa disperato: «Si sposti subito da lì!»

Poi succede. È un lampo. Tilla si sente abbracciata e buttata a terra.

Di nuovo rumori di lamiere che si accartocciano e lo stridio penetrante di una frenata che sembra non finire mai. Tilla sente il peso di un corpo che la sovrasta, ne percepisce l’alito caldo sopra il viso mentre una voce dolce le chiede: «Sta bene?»

L’uomo si scosta, si rialza, le prende la mano e la aiuta ad alzarsi. Tilla vacilla. Si aggrappa a lui e scoppia a piangere. L’uomo la tiene stretta a sé. Ha un buon profumo, non è dopobarba e nemmeno eau de toilette. È una fragranza delicata, ma penetrante. Forse viene dalla sua pelle.

Tilla la respira e torna in sé. Arrivano i soccorsi. Un signore le corre incontro, è il titolare della vettura che ha trascinato per molti metri la sua Mini distrutta e, felice di trovarla viva, spontaneamente la abbraccia. Sono tutti indenni.

Ma chi è stato a scaraventare Tilla sull’asfalto, salvandole la vita? La donna vorrebbe almeno ringraziarlo.

Si guarda intorno, ma dell’uomo nessuna traccia. Un senso di protezione totale la pervade, è una dolce sensazione fatta del calore di un corpo, della gentilezza di una voce, della sicurezza di una presenza che rimarrà indelebile in lei.

Quando vedo la Provvidenza manifestarsi così concretamente mi chiedo: quanto valgo, io, agli occhi dell’Esistenza? È allora che, nel silenzio, posso udire il dolce sussurro che, all’infinito, mi ripete: «Sei preziosa. Avrò cura di te»

Rilassiamoci. C’è una forza luminosa pronta a raggiungerci ovunque noi siamo per avvolgerci con il suo mantello profumato, indipendentemente dai nostri meriti o demeriti.

Fidiamoci e lasciamola fare. Affidiamoci e accogliamone l’amore.

 
#24luglio2021
#GiornaleDiBrescia


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