Arrivederci professore

FILM ARRIVEDERCI PROFESSORE, mio parere

Inizialmente ero perplessa: possibile che un uomo, al quale viene ricordato che avrà pochi mesi da vivere, decida di passare quel prezioso ultimo spezzone di esistenza a bere, farsi canne, provare esperienze alternative?

Non mi sembrava avesse un senso, ma poi ho guardato la storia da un punto di vista diverso, forse il punto di vista del regista che ha voluto mettere in scena la reazione di un soggetto che ha camminato sulla superficie del mondo, laddove contano le cose e non le persone, le esperienze qualsiasi esse siano, piuttosto che la sostanza delle stesse.

Quando la morte viene annunciata ad un uomo di questo tipo, viene meno il coraggio di guardarla in faccia e resta solo l’anestesia alcolica.

Invece che trascorrere tempo con la figlia e dirsi quello che nella quotidianità non si erano mai detti, invece che godersi l’autentica amicizia dell’unico amico, il protagonista, meravigliosamente interpretato da Johnny Depp, beve e si impasticca di continuo, aggravando le già precarie condizioni di salute.

I fatti sono lì da vedere ma se manca la forza e la consapevolezza per affrontarli, non resta che fuggire nelle narcosi esistenziali o nei momentanei appagamenti.

È il triste epilogo di chi trascorre la vita senza averne mai penetrato le profondità. Nessun giudizio: per qualcuno è perfetto così.